malala

TUTTI SIAMO MALALA. STORIE DI SOGNI E DI PACE

con Marianna Esposito

regia, scene e costumi Dora Ricca

Responsabile tecnico Jacopo Andrea Caruso

Tecnico di palcoscenico Raffaele Iantorno

Logistica palcoscenuco Yonereidy Bejerano Jane

Addetto stampa Franca Ferrami

Direttore di produzione Lindo Nudo

Produzione Teatro Rossosimona

Lo spettacolo è ispirato alla vita di Malala Yousafzai, la donna più giovane della storia ad aver ricevuto, nel 2014, un premio Nobel per la pace. Questa giovanissima ragazza fu ferita gravemente dai talebani per essersi espo- sta in prima persona nella lotta a favore dell’i- struzione per le donne.

Liberamente tratto dalla sua autobiografia, lo spettacolo propone una lettura trasversa- le della figura femminile. Un progetto che si pone l’obiettivo, attraverso la “giocosità ri- flessiva” della rappresentazione scenica e del teatro, di parlare del ruolo della donna in società differenti e dell’importanza dell’istru- zione, come arma di contrasto consapevole per combattere forme diffuse di oppressione. L’idea di questo dialogo interattivo, in cui il personaggio si rivolge direttamente al pubbli- co dei ragazzi, teatralizzato in un unico atto ed arricchito dalla scenografia/costume, è di porre l’attenzione sulle tante problematiche che ancora oggi persistono in alcune realtà, dal Pakistan ai retaggi culturali di casa nostra.

Quando nel giorno degli esami, un miliziano salì sul pullman scolastico e domandò: “Chi è Malala?” nessuno rispose, ma gli sguardi si concentrarono su quella ragazzina.

Chi è Malala? Quante sono, al mondo, le bam- bine, le adolescenti, le giovani donne che, cui come a lei, è stato proibito di studiare? Quan- to vale il diritto alla conoscenza? Malala, dun- que, sono anche le figlie del sud, quelle di cui alla nascita si è detto “è femmina però è bella” come ci ha raccontato la sociologa Renate Sie- bert. Quest’ottica comparativa, proprio perché desidera decostruire categorie discriminanti,

non si ferma ai confini territoriali di cattive pra- tiche alimentando, così, ulteriori atteggiamenti islamofobici, ma al contrario racconta la donna in relazione a vari tipi di fondamentalismo e forme di discriminazione legate al senso comu- ne, promuovendo la necessità di una profon- da (ri)educazione sentimentale e di genere nei giovani cittadini di domani attraverso una bella storia, perché vera.

Oggi Malala vive e studia a Birmingham, e si impegna generosamente a favore dell’istru- zione femminile. Ha fondato il Malala Found , attraverso il quale promuove progetti di istru- zione in tutto il mondo. Storico il suo discorso alle Nazioni Unite nel 2013 quando in conclu- sione disse: “Un bambino, un insegnante e un

libro possono cambiare il mondo. L’istruzione è l’unica soluzione. L’istruzione è la prima cosa”. Impugniamo i nostri libri e le nostre penne, che sono loro le nostre armi più potenti”.

In appendice alla pièce abbiamo voluto ag- giungere il racconto di Renad Attallah, ra- gazzina palestinese di 11 anni che ha iniziato a cucinare sul tetto di casa con un fornello da campeggio e pubblicare per gioco, con la so- rella maggiore, le sue video ricette sui social. Oggi ha un milione di follower. E sogna di viag- giare e tornare a scuola. A sottolineare come le guerre sconvolgono sempre di più la vita di bambini innocenti a cui viene sottratta la nor- male possibilità di andare a scuola.

 

Repliche

28 marzo 2026 Piccolo Teatro Unical 

 

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